13 Gennaio 2022 - 

E-commerce: i falsi miti da sfatare per vendere online con successo

Scritto da:

Agnese Serra / Digital Project Manager

Gli errori nella progettazione di un ecommerce ed i key points per lo sviluppo di un business online.

Negli ultimi due anni il mondo ecommerce sta vivendo una grande espansione a causa della pandemia, che ha indotto sempre più utenti ad acquistare online articoli di vario genere, dagli alimentari all’arredamento, dai servizi ai medicinali.

 

Se da un lato, per gli ecommerce già avviati, questo cambio di abitudini è stato benefico, dall’altro ha costretto numerose altre aziende ad approcciarsi frettolosamente nel mondo delle vendite online, spesso senza averne competenza ed esperienza.

 

Quali sono dunque gli aspetti da tenere in considerazione per avviare un ecommerce di successo? Quali azioni è bene intraprendere per l’avvio e la gestione di un ecommerce?

PROBLEMA 1: La pianificazione strategica è solo una perdita di tempo.

Tra gli errori più comuni nella fase iniziale della creazione di un ecommerce troviamo la mancanza di una pianificazione strategica a lungo termine.

 

L’individuazione di un’identità di marca forte e riconoscibile e di una strategia promozionale adeguata sono invece parte integrante del successo del proprio business online e, a parità di prodotto rispetto a un concorrente, ne possono determinare il successo o la rovina.

SOLUZIONE 1: Fare strategia per creare un ecommerce di successo.

Negli ecommerce la fretta di andare online è spesso una costante: ma è bene prendersi un po’ di tempo per studiare una strategia d’azione.

 

La fase strategica di suddivide in tre step fondamentali:

 

  • Analisi (target, mercato, competitor, prodotto, customer journey..).
  • Progettazione (CMS, canali di comunicazione, concept creativo, brand identity..).
  • Operatività (piano di marketing, piano editoriale..).

 

Il sito sarà dunque il risultato concreto di quanto analizzato e progettato in precedenza.

PROBLEMA 2: La UX non è una parte fondamentale del processo di acquisto.

Navigando differenti ecommerce è evidente come spesso non venga data importanza all’esperienza che gli utenti fanno all’interno del sito.

 

La UX e la UI influiscono di fatto sull’usabilità del sito e di conseguenza sul posizionamento sui motori di ricerca e sul tasso di conversione degli utenti. Lo scopo della UX e della UI è quello di creare un percorso utente che sia accessibile, ben strutturato e in grado di fornire la corretta esperienza durante la navigazione del sito ecommerce.

Le schede prodotti, il sistema di filtri e categorie, la scelta dei prodotti, il percorso di acquisto devono essere studiati ad hoc per essere di facile usabilità, favorendo così un percorso semplice e definito che accompagni gli utenti all’obiettivo di ogni ecommerce: l’acquisto.

SOLUZIONE 2: L’uso sapiente della UX per aumentare il tasso di conversione.

I particolari a cui prestare attenzione per creare ed offrire all’utente una corretta User Experience sono:

  1. La creazione di un menù strutturato in cui sono presenti categorie e sottocategorie utili alla ricerca dei prodotti all’interno dell’ecommerce.
  2. L’inserimento di filtri specifici e accurati che permettono agli utenti di ricercare un prodotto nel modo più dettagliato possibile.
  3. Nel caso in cui all’interno dell’ecommerce vi siano moltissimi prodotti, creare una sezione dedicata alla ricerca tramite parole chiave è indispensabile per aiutare l’utente nella ricerca.
  4. La realizzazione di un design chiaro e con uno stile in linea con il proprio brand.
  5. La predisposizione di una home page ben strutturata in cui i prodotti sono presentati in primo piano e dunque facilmente raggiungibili.
  6. La necessità di avere una pagina dedicata all’azienda o al brand con i relativi contatti.
  7. La responsabilità di rendere chiare e facilmente accessibili tutte le informazioni riguardanti: le spese di spedizione, i tempi di consegna, le opzioni di reso, i termini e le condizioni ed una sezione dedicata alle FAQ.
  8. L’offerta di una navigazione ottimale tra le diverse sezioni del sito sia da desktop che da mobile.
  9. Creare il giusto spazio per il copy e micro-copy al fine di fornire tutte le informazioni necessarie che portano a migliorare il processo di acquisto.

PROBLEMA 3: Non voglio definire un target: raggiungere più persone significa vendere di più.

Pubblico più ampio equivale a ricavi maggiori? NO! La definizione del target è fondamentale per poter vendere in modo giusto alle persone giuste senza sprecare risorse intellettuali e budget pubblicitari.

 

La maggior parte delle persone che si approccia al mondo dell’ecommerce crede che raggiungere il più alto numero di persone equivale a vendere di più e quindi ad ottenere più ricavi. Nulla può essere più sbagliato, anzi: raggiungere più persone possibili senza una clusterizzazione dettagliata del proprio target, può essere sfavorevole per il proprio business.

SOLUZIONE 3: Trasformare gli utenti in clienti fidelizzati.

Ad oggi i dati che è possibile raccogliere online attraverso gli analytics, i social media insights e i differenti tool di monitoraggio, permettono di recepire informazioni preziose per conoscere i propri utenti.

 

Dobbiamo ricordare però che traffico al sito non è sinonimo di successo, ciò che conta concretamente in un ecommerce sono le conversioni e dunque le vendite: questo significa che intercettare un pubblico interessato realmente a ciò che offriamo è essenziale per ottenere un numero di vendite soddisfacente.

 

Il successo di un ecommerce è poi non solo quello di vendere ma di ri-vendere, dunque di trasformare gli utenti (definiti in target specifici per i quali il brand abbia un’effettiva rilevanza) che hanno interagito con il nostro brand, in clienti abituali che continuano ad acquistare.

 

La chiave del successo per ottenere clienti di ritorno è racchiusa in poche “semplici” azioni:

  1. Offrire un prodotto di qualità
  2. Curare l’assistenza pre e post vendita
  3. Comunicare con loro in modo personalizzato e costante
  4. Farsi trovare nel posto giusto al momento giusto

 

Per vendere è infatti necessario considerare ogni fase del percorso del cliente fino all’effettiva conversione e oltre, per raggiungere l’obiettivo di far sì che il cliente acquisti nuovamente.

PROBLEMA 4: Investire non serve a nulla, nel web la visibilità è gratuita!

Un grande errore che molti imprenditori fanno è quello di pensare che, una volta realizzato il sito ecommerce, questo automaticamente inizi a vendere da solo, senza necessità di pubblicità o ulteriori investimenti. Non è così.

 

Il fraintendimento deriva spesso dal fatto che l’iscrizione a piattaforme come Facebook e Instagram è gratuita: ma raggiungere un pubblico in target in modo organico è molto lungo e difficile senza investimenti pubblicitari.

SOLUZIONE 4: Investire su un ecommerce equivale ad investire sull’azienda.

Un ecommerce è un’azienda vera e propria, e ha bisogno, oltre che dello stabilimento produttivo, anche di personale, materiali e – chiaramente – di marketing e comunicazione: è dunque fondamentale continuare ad investire anche nella successiva fase di promozione per garantire visibilità all’ecommerce nei confronti del giusto target attraverso attività sia organiche (es. la SEO) che a pagamento (es. Google Ads).

 

Il guadagno deriva dall’investimento, sia iniziale che costante.

Tutta questa fase di promozione non può essere realizzata in modo superficiale: è fondamentale, se non si hanno conoscenze ed esperienza di marketing, affidarsi ad esperti dotati di tutte le competenze necessarie per concretizzare il business online e renderlo di fatto un successo.

PROBLEMA 5: Posso vendere in tutto il mondo in poco tempo.

Vendere online comporta tanti vantaggi: uno fra tanti consiste nell’avere un negozio aperto 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno.

Le distanze si accorciano e le possibilità di vendere in tutto il mondo sono concrete: ma non è così facile come sembra.

SOLUZIONE 5: Step by step: puntare sulla scalabilità per vendere in tutto il mondo.

Quando si avvia un ecommerce è sempre bene fare un passo per volta: definire un mercato più contenuto, raccogliere dati e fare esperienza, per poi scalare altri mercati nel tempo.

 

Partire da un mercato ristretto (ad esempio l’Italia) permette di familiarizzare con un’attività nuova, fare esperienza e imparare ad adattare rapidamente la strategia in base alle continue mutazioni degli scenari.

 

Vendere all’estero comporta inoltre vari numerosi adempimenti burocratici aggiuntivi rispetto a quelli nazionali: la vendita in UE, e ancor di più in extra UE, prevede diverse normative da tenere non sottovalutare e che aggiungono complessità alla gestione del business.

Per estendere i confini del proprio ecommerce occorre dunque essere preparati: sito, customer care, promozione in lingua, spedizioni e dogana, sono solo alcuni degli elementi da tenere in considerazione per entrare con successo nel mercato estero.

Come abbiamo visto, gestire un ecommerce NON è un gioco da ragazzi… affermarsi nel mercato online è una strada da percorrere con costanza, puntando su una strategia fatta di analisi, promozione, investimenti: tutti elementi questi che determinano il successo (o meno) di un business online.

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