Design Thinking: Strategia e Creatività per lo sviluppo del tuo Business

Avere un problema significa trovarsi davanti ad un qualcosa difficile da gestire, un ostacolo, qualcosa che genera conflitto. Questa situazione deve di conseguenza spingere ad individuare la soluzione più appropriata, previa individuazione di tutti i contenuti che caratterizzano il problema stesso.

Albert Einstein diceva che però che “Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato”.

Dunque, per venire a capo del problema, individuare tutti i punti cardine del problema stesso e fare chiarezza su quello che lo caratterizza, è utile e necessario mettere in gioco un approccio innovativo tanto quanto pratico e stimolante: il Design Thinking.

Questa metodologia, infatti, permette di individuare in modo veloce ed efficace la soluzione a qualsiasi problema che ogni tipologia di business o di azienda si trova ad affrontare.

Problem solving: trovare soluzioni attraverso ricerca, analisi e creatività

Nel Design Thinking il concetto di design è strettamente legato al senso “progettuale” e “digitale” del termine: bello e funzionale. Il Design inteso come un qualcosa di pianificatore, in grado di sviluppare strategie attraverso strumenti interattivi.

Il Design Thinking più che come una metodologia può essere infatti definito come una filosofia di pensiero, basata sui concetti di innovazione e human centered: una sinergia tra business, tecnologia e persone.

Il principale vantaggio del Design Thinking è quello di  fornire molteplici risorse per prendere decisioni e dunque individuare le strategie necessarie per lo sviluppo di un particolare business.

Utilizzare il Design Thinking significa dunque applicare capacità di analisi con attitudini creative, e arrivare così alla soluzione di problemi più o meno complessi.

 

Design Thinking: una soluzione delle persone per le persone

Ogni tecnica di problem solving deve mettere indipendentemente l’utente ed i suoi bisogni/problemi al centro della situazione.

Fare ricerca di mercato è fondamentale per individuare i problemi degli utenti, in modo tale da sviluppare una strategia di problem solving basata sull’utilizzo del Design Thinking.

Un problema è infatti una situazione che non permette di raggiungere in modo mirato e chiaro gli obiettivi di un particolare business, per scardinare in modo incisivo questa situazione è indispensabile fare un uso sapiente del Design Thinking.

Il Design Thinking permette di arrivare alla soluzione del problema attraverso un insieme di tecniche, mettendo in campo una soluzione di gruppo.

Entra in gioco dunque il concetto di Team Building: cambiare punto di vista infatti permette di vedere le cose da un’altra angolazione e di capire come risolvere il problema che ci deve affrontare.

Solo attraverso questi concetti fondamentali il problema viene risolto in modo efficace (non si ripeterà più) ed efficiente (il budget speso è minimo).

Tipologie di problemi affrontabili con il Design Thinking

I problemi possono essere categorizzate in 3 macro gruppi:

  1. Semplici: problemi che prevedono una risoluzione molto rapida ed intuitiva in quanto sono noti fin da subito sia gli output che gli input.
  2. Complessi: problemi più difficili da risolvere in quanto l’input può essere noto mentre l’output non lo è. La soluzione non è quindi chiara, ma si può imparare nel tempo.
  3. Wicked: problema estremamente difficile da risolvere, dove le cause sono tante e sono confusionarie, non si conosce l’input e nemmeno il problema stesso è ben definito. I requisiti sono mutevoli, contraddittori, incompleti e difficili da riconoscere.

Il Design Thinking permette di fare chiarezza sulle problematiche, individuando di conseguenza i principi cardine sui quali si sviluppa un particolare business, acquisendo informazioni e competenze indispensabili per la risoluzione di problemi futuri.

I principi fondamentali del Design Thinking

Approccio creativo strutturato, nato attorno agli anni 2000 in California, e focalizzato sulla soluzione e sui risultati ottenuti in modo rapido e collaborativo, Il Design Thinking  si sviluppa attraverso 4 cardini che ne determinano l’efficacia del suo utilizzo:

  1. User-centered: Gli utenti che sono sempre posti al centro.
  2. Empatia: concetto indispensabile perché ruota attorno a tutte le strategie del Design Thinking.
  3. Prototipizzazione: necessità nel creare e testare un prototipo che soddisfi i problemi ed i bisogni degli utenti.
  4. Feedback: opinioni e pareri da parte degli utenti sul prototipo realizzato sono fondamentali per percepire il reale valore di quello creato.

User-centered: l’utente come variabile costante

Il Design Thinking è un modello incentrato sulla persona: sia come soggetto ideatore che come destinatario del progetto.

Ogni fase del processo di una strategia incentrata sul Design Thinking fa leva sul concetto di user-centered, e dunque sugli utenti e sulle loro esigenze.

Significa sviluppare un processo interattivo nel quale è fondamentale perfezionare il prodotto o servizio per poter offrire il miglior risultato agli utenti di un determinato business.

Al centro di questo processo c’è il concetto di profonda empatia con l’utente stesso e dunque l’esperienza che si è in grado di offrire per soddisfare i bisogni e le esigenze di quest’ultimo.

L’empatia è una delle facoltà principali per sviluppare la famosa intelligenza emotiva.

Essa si concentra su 4 concetti fondamentali che mettono al centro l’utente:

  1. Assunzione di prospettiva: avere lo stesso punto di vista dell’altra persona, o riconoscere la prospettiva come la loro verità.
  2. Non giudicare: essere empatici significa non giudicare il pensiero altrui.
  3. Riconoscere le emozioni nelle altre persone: immedesimarsi negli altri.
  4. Saper comunicare le emozioni.

L’empatia è dunque una leva fondamentale per il marketing, che permette di realizzare in maniera corretta una strategia.

Strategia user-centered: i passaggi fondamentali

I passaggi fondamentali per sviluppare una corretta strategia user-centered sono:

  1. Comprendere attraverso quali processi il cliente sperimenta il prodotto/servizio ed in che modo interagiscono con esso ed in quale contesto. Per capire questi aspetti è necessario fare ricerca, osservare, fare interviste, studiare dunque gli effetti del prodotto/servizio sul campo.
  2. Sulla base delle ricerche effettuate si può individuare i problemi degli utenti e definire dunque le sue esigenze.
  3. Dopo aver fatto chiarezza su quello di cui i clienti hanno bisogno è possibile produrre più soluzioni ai problemi riscontrati in precedenza.
  4. Come ultimo step è fondamentale testare la soluzione prodotta per verificare effettivamente i suoi risultati sugli utenti. Raccogliendo feedback ed opinioni sulle soluzioni prototipate.

Porre al centro l’utente ed i suoi bisogni fin dal principio significa dunque creare soluzioni innovative ed in grado di apportare un valore concreto ad un determinato business.

Le fasi del modello Design Thinking

Il Design Thinking può essere applicato alla risoluzione di problemi in diversi ambiti: dallo sviluppo di strategie, alla creazione di nuovi marchi o prodotti.

Questo modello mette in gioco le sue massime performance nella risoluzione di problemi complessi ed in sistemi organizzativi con informazioni o elementi scarsi. Permette dunque l’individuazione di strategie per qualsiasi tipo di business aziendale.

Permette inoltre di prendere decisioni maggiormente strategiche per lo sviluppo e la crescita dell’azienda e del business, riducendo allo stesso tempo i fattori di rischio che potrebbero intercorrere.

Il Design Thinking si articola in 5 fasi che è indispensabile assecondare per l’efficacia dei risultati:

  1. EMPATIA: atteggiamento comunicativo che caratterizza la fase iniziale di qualsiasi processo di applicazione del Design Thinking, attraverso la quale si entra in simbiosi con gli utenti, si osserva, si raccolgono tutte le informazioni necessarie per mettersi nei panni degli utenti e dei problemi che riscontrano.
  2. DEFINIZIONE: in questa fase, dopo aver capito bene il contesto del problema, si definiscono gli obiettivi e gli elementi su cui si fonda l’elaborazione della soluzione.
  3. IDEAZIONE: dopo aver raccolto informazioni necessarie ed essersi calati nel contesto del problema che gli utenti si trovano ad affrontare, è il momento di generare idee “fuori dagli schemi”, attraverso tecniche come lo storytelling, il brainstorming, lo storyboard, i workshop.
  4. PROTOTIPAZIONE: in questa fase si producono diversi prototipi delle idee appena sviluppate, in modo da avere a che fare di persona con il problema. Ogni prototipo viene testato, aggiustato ed esaminato più volte in base alle analisi precedenti.
  5. TEST: è la fase finale dello stadio. Si testa il prototipo e si traggono delle conclusioni. Questa fase è parte di un processo itinerante ovvero che continua finchè non si trova la soluzione in grado di risolvere definitivamente i problemi individuati all’inizio del processo.

Ogni fase di applicazione del Design Thinking prevede la generazione di molteplici idee in sessioni di brainstorming che coinvolgono, non solo i dirigenti aziendali, ma anche un membro per ogni settore dell’azienda stessa, ponendo come focus centrale le esigenze e i bisogni delle persone.

Il processo non è quasi mai del tutto lineare, prevede anzi il ritorno agli step precedenti, successivamente agli esiti finali ottenuti in fase di prototipazione e test. Il processo non termina finché il prototipo realizzato è in grado di superare la fase di test e dunque di trovare la soluzione al problema.

Gli approcci del Design Thinking

Il Design Thinking si sviluppa su quattro aspetti fondamentali:

  • Creative Problem Solving: approccio più diffuso attraverso il quale le imprese creano innovazione comprendendo i bisogni dell’utente ideando, progettando e prototipando più soluzioni possibili per rispondere alle sue esigenze.
  • Sprint Execution: metodologia che pone al centro un obiettivo chiaro: lanciare sul mercato, in modo rapido, un prodotto realizzato secondo le aspettative e le esigenze degli utenti. In questa metodologia la rapidità della prototipizzazione è il punto cruciale.
  • Creative Confidence: approccio che ha come ambizione di stimolare imprenditorialità all’interno delle imprese, coinvolgendo il team permettendogli maggiore spazio per esprimere idee e concetti.
  • Innovation Of Meaning: processo indispensabile alle aziende per ridefinire la visione aziendale ed i valori legati ai prodotti o servizi che offrono. Il concetto principale di questo approccio è l’apporto di valore, sia all’azienda che le promuove sia all’utente finale.

Le applicazioni del Design Thinking nel business aziendale

Come accennato più volte il Design Thinking è un processo attraverso il quale promuovere la creatività e l’innovazione, creando progetti di business che vedono l’utente al centro.

L’utilizzo di questo processo resta dunque uno dei metodi migliori per mettere in campo il team, stimolando la creatività e l’istinto di innovazione, ponendo al centro la persona, non solo come utente, ma anche, e soprattutto, come membro stesso del team aziendale facente parte di un ecosistema di business inclusivo e orientato verso il futuro.

Applicato in un contesto aziendale infatti, il Design Thinking permette di migliorare nettamente la capacità decisionale e di gestione, creando una cultura aziendale incentrata sull’innovazione, incentivando la creazione di un ambiente proattivo.

Il Design Thinking si basa su una visione d’insieme dell’azienda (team building).

 

Design Thinking: modello di inclusività e compartecipazione

Si tratta infatti di un modello inclusivo che implica la mobilitazione di tutte le risorse aziendali, permettendo a tutti i membri di contribuire all’individuazione e alla costruzione di soluzioni.

Tutti i membri diventano ideatori e fautori del nuovo processo di innovazione e strategia, creato per lo sviluppo dell’azienda e del suo business.

Nell’ambito aziendale il Design Thinking permette, oltre al coinvolgimento di più risorse umane e di conseguenza di più idee in grado di creare strategie, la possibilità di risparmio, sia in termini di tempo che di denaro.

Utilizzare l’approccio del Design Thinking permette di concepire soluzioni innovative, comprendere a fondo chi siano gli attori chiave e quale sia la loro importanza nell’ecosistema aziendale e cosa conta davvero per ognuno di loro.

Significa sviluppare una visione più accurata dell’azienda, coordinando imprenditori e dipendenti per ogni settore dell’ecosistema aziendale; condividendo pensieri ed opinioni, al fine abbattere i rischi e adottare soluzioni che creino valore per l’azienda, per il mercato e per gli attori chiave.

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Agnese Serra